Tholos Blog Libero N° 18 - 37
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Post n°33 pubblicato il 20 Ottobre 2011 da tholos1994 Durante l'incontro si è parlato della buona riuscita dell'iniziativa "Monumenti aperti" alla quale la Tholos ha aderito con la presenza dei soci nella chiesa di Santa Barbara e nel Palazzo Municipale. Si è confermata la conferenza del 28 ottobre su Monte Sirai mentre la visita al nuraghe Flumenelongu si farà più avanti. Si è parlato del restauro della Casa Manno e sono emerse delle perplessità sul fatto che la facciata è stata completamente intonacata nascondendo così elementi caratteristici dell'edificio. Anche l'apertura della Porta a Mare che verrà conclusa a dicembre pone interrogativi sui materiali usati e sulla soluzione trovata per ripristinare il passaggio. Si è poi proposto ai soci di trovare un argomento da sviluppare nel corso dell'anno da parte del gruppo di studio dell'associazione. Prossimo incontro mercoledì 2 novembre, ore 18,30. Nella foto: Sezione del nuraghe Flumenelongu di cui si è parlato nel post n° 25 al quale si rimanda. |
Post n°30 pubblicato il 22 Giugno 2011 da tholos1994 SAN GIOVANNI. LE RAGIONI DI UNA FESTA Prima parte Ha aperto i lavori il presidente Roberto Coghene che ha presentato il gruppo di Studio e Ricerca dell'Associazione Tholos formato da Tina Cossu, Mino Deiana, Pasqualino Mellai, Paola Melas, Lina Premoli coordinato da Giovanna Tilocca. È intervenuto il presidente della Pro Loco Raniero Selva che ha consegnato alla Tholos una statuetta di Mario Nieddu raffigurante comare-compare abbracciati. La parola è passata a Giovanna Tilocca La festa di san Giovanni Battista ha alcune caratteristiche che la rendono unica. È l'unica festa che celebra il giorno natale di un santo, e le ore che vanno dal tramonto del 23 giugno all'alba del 24 giugno sono propizie per le pratiche divinatorie, per allontanare da sé ogni male per tutto l'anno e per ogni sortilegio. La mezzanotte è il momento più importante. È la notte di mezz'estate della quale parla Shakespeare, è una notte di misteri e di prodigi poiché il nostro mondo viene a contatto con il mondo soprannaturale e gli uomini devono stare attenti alle negatività ma possono anche trarne vantaggi. Queste superstizioni scaturiscono da atteggiamenti dell'uomo che, ignaro dei fenomeni naturali, li vuole controllare. Il suo pensiero ha attraversato i millenni per arrivare fino a noi che ormai abbiamo perso la logica di pratiche tanto lontane nel tempo. Lo scopo della nostra ricerca è stato quello di ritrovare la memoria del passato per comprendere a fondo le ragioni della festa. Siamo partiti dalle testimonianze dei primi del novecento per continuare con i ricordi che avevamo della celebrazione che in pratica non veniva più effettuata ad Alghero dai primi anni sessanta per essere ripresa di recente dalla Pro Loco. Juan Palomba (1911) riferisce che alla vigilia, verso il tramonto, cominciava un vero e proprio pellegrinaggio che durava quasi tutta la notte: molte persone, per voto, vegliavano in chiesa pregando. L'indomani alla mattina, si svolgevano "le funzioni religiose, la sera corse di cavalli, albero della cuccagna, fuochi d'artificio, corse nei sacchi, gare poetiche. Era usanza in questo giorno farsi compari e comari ". Ramon Clavellet (1879-1912) riporta che nelle bancarelle si vendevano mugnichetas i cavagliucius di pasta dolce. Le ragazze facevano la prova del piombo per avere pronostici sul futuro marito. Il piombo veniva fuso e subito versato in un recipiente colmo di acqua fredda. A seconda della forma che assumeva il metallo si facevano previsioni sul mestiere del futuro sposo. I fedeli nella chiesa cantavano i gosos in sardo. All'esterno suoni e canti duravano fino alla mezzanotte quando ci si ritirava a casa lasciando sul luogo i devoti a Bacco. Tutto ciò accadeva la sera del 23 giugno. Juan Amades (1950) dice che nelle bancarelle si vendevano i bambolotti di pasta dolce. Aggiunge che era usanza fare il bagno a mezzanotte per preservarsi dai mali di un anno intero. Alla mezzanotte le ragazze lanciavano un garofano dalla finestra. Il futuro marito avrebbe avuto il nome di colui che avrebbe raccolto il garofano. Le testimonianze dei soci e di altre persone hanno fatto rivivere l'atmosfera della festa presso la chiesa di San Giovanni Battista dove si allineavano le bancarelle di torrone, dolciumi, giocattoli. Naturalmente non mancavano le funzioni sacre dedicate al santo Ad Alghero vi era poi la particolarità di considerare il 24 giugno il momento adatto per indossare indumenti più leggeri e per fare il primo bagno. Vi era anche il detto "San Giuan lu primè ban". Le madri punivano severamente i figli che trasgredivano tale divieto. Probabilmente si preoccupavano per un eventuale malanno che poteva derivare da un'imprudenza, in tempi nei quali anche un raffreddore non curato poteva diventare pericoloso. Un'altra curiosa consuetudine era quella dell'assunzione di una purga prima dell'inizio della stagione balneare. Si diceva che se non si prendeva la purga sarebbero venute le bollicine. I festeggiamenti iniziavano la sera del 23 giugno con i fuochi che ciascun rione accendeva. Anche ad Alghero chi saltava il fuoco tenendosi per mano diventava compare e comare. C'era l'uso per adulti e bambini di andare al mare davanti alla chiesa di San Giovanni alla mezzanotte del 23 o la mattina del 24 per mettere i piedi in acqua. Così si dava l'avvio alla stagione balneare. A Villanova Monteleone, a Sassari, a Tempio si facevano i fuochi e li saltavano comari e compari. Per tutta la vita si rimaneva comari e compari. Facciamo ora un passo indietro e andiamo nell'Ottocento. Possiamo contare su testimonianze di prim'ordine come quella di Alberto della Marmora e del canonico Angius. Della Marmora parla diffusamente del comparatico ad Ozieri e nel nuorese. Nel nuorese due mesi prima della festa due persone di diverso sesso si scelgono. Alla fine del mese di maggio la donna prende una corteccia di sughero e ne fa un vaso. Lo riempie di terra e vi semina del grano. Dopo venti giorni il grano è cresciuto e viene chiamato erme o nènneri. Il 24 giugno i due compari accompagnati da molte persone si dirigono verso una chiesetta nei dintorni dove uno dei due lancia il vaso contro la porta. Viene dunque fatta una frittata con delle erbe e infine, tenendosi per mano ciascuno dei due ripete: "Compare e comare di san Giovanni". La festa finisce con un ballo che dura molte ore. Lanternari ricorda inoltre che il 24 giugno, era per i romani il giorno di Fors Fortuna, detto anche dies lampadarum. Infatti c'era l'usanza attestata fino a tempi recenti di andare per i campi con fiaccole accese in onore di Cerere, divinità che incarnava la Terra Madre, che andava alla ricerca della figlia Proserpina. In Sardegna il mese di giugno è detto Lampadas. Ad Orune, Oniferi, Orotelli, ecc. le ragazze vanno di notte in assoluto silenzio e in tutta solennità a raccogliere l'acqua dai pozzi. Sempre in silenzio tornano in paese e spruzzano l'acqua su tutte le case. È questa "l'acqua muta" che purifica le abitazioni dagli spiriti malefici e mette in fuga gli animali nocivi. Lavando il viso e il corpo con l'acqua così raccolta ci si libera da spiriti ossessivi e da malanni. A Fonni c'è l'usanza di preparare la "Focaccia di fiori" (su cohone de vrores), una focaccia dove vengono inseriti 165 bastoncini che portano sulla cima 160 uccelli e 5 galline. L'aspetto ricorda il nenniri e l'usanza risale al 1865 quando a Fonni vi fu una terribile carestia causata dalle cavallette. Il canonico Angius nella sua descrizione dei centri abitati della Sardegna non ha trascurato di elencare le feste. Così sappiamo che San Giovanni Battista era una delle principali feste di tutto il Logudoro. I festeggiamenti comprendevano soprattutto corse di cavalli con premi per i vincitori (di solito pezze di stoffe pregiate), fuochi artificiali, danze al suono delle launeddas, canti di improvvisatori, distribuzione di pane e carne per tutti coloro che giungevano in paese e fuochi che venivano saltati dai ragazzi "non nell'intendimento degli antichi di purificarsi, ma per giuoco". L'Angius parla anche del comparatico, dei nènniri, e dice che nella vigilia della festa "da molte persone di questo popolo, per la crassa ignoranza in cui giacciono, sin poco dopo la mezzanotte si dà opera alle più assurde superstizioni." "La loro persistenza prova che il popolo non è ancora sufficientemente istrutto nella religione." Il santo viene festeggiato tuttora in numerosi centri dell'oristanese, del nuorese, del sassarese mentre manca nel cagliaritano. Si organizzano ardie, corse di cavalli, sfilate in costume, balli, musica, feste campestri, processioni, falò, distribuzione di pasti a base di prodotti tipici. Ad Ozieri è rimasto l'antico rito del "comparatico di San Giovanni", Fogarones e Compares de Santu Juanne. |
Post n°29 pubblicato il 22 Giugno 2011 da tholos1994 SAN GIOVANNI. LE RAGIONI DI UNA FESTA Seconda parte Ha preso la parola Paola Melas parlando della festa in Italia, in Europa e nel mondo. Riti di fuoco, di acqua, raccolta delle erbe che in questo periodo acquistano il massimo del loro potenziale aromatico e terapeutico, preparazione del nocino con noci non mature, pratiche divinatorie da effettuare con l'albume d'uovo, con le fave, con i cardi, sono alcune tra le usanze più diffuse del 23-24 giugno. Si è quindi parlato della festa in varie località italiane seguita da una panoramica che ha interessato tutto il mondo. San Giovanni è il patrono di Torino, Genova e Firenze. È la notte delle streghe in Romagna, mentre ad Aci Trezza si mette in scena U pisci a Mari e ad Alcara li Fusi si utilizza una brocca con il collo tagliato per allestire il Muzzuni. Il bue abbellito, il battesimo delle bambole, il sasso scagliato in acqua per purificarsi dai peccati, le cidulas infuocate lanciate in aria, sono alcune delle tradizioni italiane. L'Europa si caratterizza per le fogueras catalane, i giganti di Dunquerke, il maypole dei paesi anglosassoni, i numerosi fuochi visibili anche da lontano delle località della Baviera, e i suggestivi falò sull'acqua dei paesi scandinavi dove si celebra un giorno tanto lungo che può durare quasi 24 ore. In Russia è la festa di Ivan Kupala o Kupalo e veramente non c'é località dove il 24 giugno non abbia un rilievo speciale. Nel Quebec è diventato festa nazionale. Il Solstizio delle Nazioni riunisce in un'unica grande celebrazione tutte le etnie presenti nel paese che trovano nel Sole l'elemento unificante delle varie culture autoctone e immigrate. Nel Sud America il culto di san Giovanni ha grande importanza ed è occasione per sfilate, danze e fuochi. Anche in alcune località australiane si ricorda la giornata a cura di immigrati italiani. SAN GIOVANNI E LA MASSONERIA Perché San Giovanni è patrono della Massoneria? Le antiche confraternite insieme alle religioni del passato avevano ereditato anche la celebrazione dei solstizi. In particolare avevano accolto istituzioni iniziatorie dai Greci, dagli Egiziani, dai Romani che usavano festeggiare i solstizi. Le confraternite avevano come protettore Giano bifronte il cui culto coincideva con i solstizi. Giano era la divinità dalla doppia faccia. Una rappresentava il passato, la ricchezza degli antichi, mentre l'altra era il futuro, il progredire del cammino umano. Con l'avvento del cristianesimo la Chiesa non poteva ignorare i due momenti del percorso solare così sentiti dalle plebi rurali e ha inserito i due santi nelle due date del 24 giugno e del 27 dicembre. Chi meglio dei due Giovanni avrebbe potuto sostituire il dio bifronte? Sotto il nome di S. Giovanni la Massoneria coltiva l'antico culto filosofico di Giano. Questi due santi con l'avvento del Cristianesimo hanno sostituito il culto solare che in passato si festeggiava con i solstizi: la festa del Battista ricorre nel solstizio estivo, quella dell'Evangelista nel solstizio invernale. L'ordine monastico dei Cavalieri di Malta, conosciuti come Cavalieri di San Giovanni, hanno una denominazione mutuata dalla scelta di San Giovanni Battista come loro protettore. LA FIGURA DEL BATTISTA Il Vangelo di Luca inizia dalla nascita di Giovanni. Egli dice che un giorno Zaccaria faceva le funzioni di sacerdote quando gli apparve un Angelo che gli disse: Non temere, Zaccaria, perché la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie ti darà un figliuolo al quale porrai nome Giovanni. Sei mesi dopo l'Arcangelo Gabriele fu mandato da Maria per annunciare la nascita di Gesù. Saputo dall'Angelo che Elisabetta era nel suo sesto mese di gravidanza Maria si mise in viaggio per andare a trovarla. Salutò Elisabetta e il bambino tripudiò nel suo seno. Elisabetta rispose al suo saluto dicendo: Te benedetta fra le donne e benedetto il frutto del ventre tuo. Non appena il tuo saluto giunse al mio orecchio il mio bambino è trasalito di gioia nel mio seno. Compiuto il tempo, nacque il bambino e l'ottavo giorno si praticò la circoncisione. Volevano chiamarlo Zaccaria, come suo padre, ma sua madre disse: No, si chiamerà Giovanni. Chiesero a Zaccaria ed egli scrisse su una tavoletta il nome di Giovanni. Divenuto adulto Giovanni andò predicando il battesimo di penitenza in remissione dei peccati. Aveva un vestito di peli di cammello, portava ai fianchi una cintura di cuoio, e si cibava di locuste e di miele selvatico. Quando gli chiedevano di Gesù rispondeva:"Colui che viene dopo di me , mi è passato innanzi, perché era prima di me." In seguito precisò: "È necessario che egli cresca ed io invece diminuisca". (Giovanni 3,30) Gesù fu battezzato da Giovanni. Mentre egli pregava si aprì il cielo: Lo Spirito Santo scese su di lui in forma di colomba e si udì una voce che diceva: "Tu sei il mio Figliuolo diletto: in te mi sono compiaciuto." Giovanni aveva detto ad Erode: "Non ti è lecito ritenere per moglie la sposa di tuo fratello" e a causa delle sue parole fu incarcerato. Erode fece un banchetto ed essendo entrata a ballare la figlia di Erodiade il re la esortò a chiedergli qualsiasi cosa. La fanciulla si consigliò con sua madre e domandò la testa del Battista. A malincuore Erode la accontentò. IL SOLSTIZIO D'ESTATE Il solstizio d'estate è un periodo di stasi. Infatti il sole il 21 giugno sembra fermarsi, sorgendo e tramontando sempre nello stesso punto sino al 24 giugno (per quello invernale il 25 Dicembre) quando ricomincia a muoversi cambiando direzione e spostandosi gradualmente sempre più a sud sull'orizzonte (a nord per quello invernale). Il 21 giugno è conosciuto come il giorno più lungo dell'anno ed è l'evento astronomico più celebrato, ricordato e amato in tutte le civiltà dell'emisfero settentrionale. È il momento in cui il Sole si trova in precario equilibrio e anticamente si svolgevano riti perché l'astro riprendesse il suo regolare percorso. I solstizi sono momenti di passaggio, sono momenti di crisi da superare. Il sole si ferma e poi inverte il senso del suo percorso. Per le antiche culture il sole era la divinità più potente e si può ben comprendere perché questi momenti di passaggio fossero seguiti col massimo dell'attenzione. Che cosa occorreva fare perché il luminoso astro ritornasse ai suoi ritmi consueti? Che cosa voleva dagli uomini? Questo fenomeno oggi passa inavvertito ma non era così nel passato. Gli studiosi pensano che la capacità di osservare la natura e di interpretare i suoi segni fosse presente negli uomini fin dal Paleolitico. Osservando il cielo dall'interno della caverna si poteva vedere una porzione di cielo che metteva in evidenza i cambiamenti che avvenivano nel percorso del sole e della luna. Queste osservazioni condussero alla conclusione che le posizioni dei due corpi celesti si ripetevano ciclicamente. Recenti studi hanno aperto scenari veramente nuovi e di estremo interesse sulla consapevolezza dell'uomo riguardo alla dimensione temporale e riguardo l'osservazione degli eventi astrali. Secondo una etnoastronoma francese, Chantal Jégues-Wolkiewiez, a Lascaux sarebbe rappresentata un'antica mappa del cielo. I dipinti della Sala dei Tori erano fatti in modo che venissero rischiarati dal Sole morente del solstizio d'estate, forse perché il solstizio d'estate era un periodo speciale, che serviva come punto di riferimento per la misurazione del tempo durante l'Era paleolitica. Nel neolitico ci fu un momento in cui si costruirono complesse strutture megalitiche come quella di Stonehenge. Ormai pare appurato che tali strutture fossero studiate in modo da indicare i punti fondamentali del cammino apparente del sole nel cielo così da offrire un calendario che mostrasse i momenti propizi per le semine e i raccolti. IN SARDEGNA Non possiamo sapere se i gruppi di Neolitici approdati sulle coste della Sardegna dopo la fine dell'ultima glaciazione (avvenuta 10.000 anni fa) avessero un loro metodo per misurare il tempo in quanto non abbiamo reperti che ci possano dare testimonianze in questo senso. Ma osservando alcuni monumenti si sono riscontrate delle particolarità che fanno pensare proprio ad una loro dislocazione funzionale all'individuazione di solstizi ed equinozi. Nel cuore dell'Isola di Sant'Antioco è possibile visitare un cromlech, sa Corona 'e Marroccus. Si può ipotizzare che fosse un antichissimo osservatorio astronomico, segnale di come l'uomo preistorico sardo osservava attentamente la volta celeste e teneva il computo del tempo. In Sardegna alcuni pozzi sacri e tombe dei giganti sono direzionati verso l'alba dell'equinozio di primavera. Nel pozzo di Santa Cristina durante gli equinozi di primavera e d'autunno, un tempo era il sole a illuminare il fondo del pozzo, facendo passare i suoi raggi attraverso la gradinata. NEL NURAGICO Mino Deiana ha quindi preso la parola per illustrare recenti studi sulla misurazione del tempo in Sardegna. Danilo Scintu nel suo libro "Le torri del cielo" ha osservato che al solstizio d'estate il sole illumina la nicchia frontale all'ingresso del piano superiore del nuraghe Aiga di Abbasanta. A mezzogiorno nel solstizio d'estate il sole entra dal foro apicale della cupola e va a illuminare la nicchia frontale all'ingresso. Per ottenere questo effetto occorre calcolare i movimenti del sole, le esatte dimensioni di cupola, di base e di posizionamento della nicchia. Pare che la nicchia ospitasse la sepoltura di una persona importante, forse un eroe nuragico. Secondo Leonardo Melis le feritoie di alcuni nuraghi come Santa Barbara di Villanova Truschedu, Arrubiu di Orroli, Losa di Abbasanta, servivano per indicare i solstizi e gli equinozi. |
Post n°28 pubblicato il 17 Giugno 2011 da tholos1994 Comunicato stampa conferenza associazione Tholos In occasione della ricorrenza della festività di San Giovanni Battista, l'associazione Tholos, presenterà le conclusioni del lavoro di ricerca dal titolo "San Giovanni. Le ragioni di una festa", che si terrà in data martedì 21 giugno 2011, alle ore 18,30 nei locali dell'Ufficio Turistico di Alghero a Porta Terra. La ricerca è scaturita dall'interesse dell'associazione Tholos per una festa che ha ripreso vita in città negli ultimi anni anche grazie alla Pro Loco di Alghero. Alcuni soci della Tholos hanno costituito un gruppo di studio per indagare sui tanti aspetti di una ricorrenza che si è rivelata molto antica, molto articolata e di sicuro fascino. I risultati della ricerca offrono il modo di avvicinare un mondo lontano nello spazio e nel tempo, un mondo dimenticato dal quale è scaturito anche il nostro presente. È importante il recupero delle antiche feste anche se mai più avranno gli antichi significati. Comprenderne le motivazioni aiuta a fare chiarezza sulle dinamiche del pensiero e può far ritrovare i nostri legami con la natura. La relazione sarà illustrata da numerose immagini che apriranno scenari dal paleolitico ai nostri giorni e mostreranno esempi dello svolgimento della festa in tutto il mondo a partire da Alghero.
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Dal 28 maggio al 2 giugno un gruppo di soci Tholos è andato a visitare l'Andalusia. Nei prossimi giorni saranno pubblicate alcune foto completate dalle impressioni. Prima impressione: regione spagnola molto bella, da visitare soprattutto nel periodo primaverile quando la vegetazione in fiore offre un adeguato contorno alle opere dell'uomo. Le foto si trovano nel blogspot: http://tholos-1994.blogspot.com |
Il presidente ha commentato positivamente la conferenza del prof. Aldo Accardo che ha mostrato la situazione della Sardegna negli ultimi trecento anni. Qui aggiungo che nel 2020 i Sardi potranno ricordare che sono trascorsi trecento anni dal provvedimento con il quale l'Isola è passata ai duchi di Savoia che diventarono così Re di Sardegna "a gran malincuore" (Carlino Sole - La Sardegna Sabauda nel settecento). Dopo un confronto sull'argomento si è passati a parlare della visita all'Iglesiente. Al momento il numero delle adesioni fa pensare che il viaggio sarà confermato. Per il momento non ci sono altre novità. L'appuntamento è per il 20 aprile. L'orario sarà spostato alle ore 19,00.
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Post n°20 pubblicato il 31 Marzo 2011 da tholos1994 Comunicato stampa conferenza associazione Tholos In occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia, l'associazione Tholos, con il patrocino dell'Assessorato al Turismo del Comune di Alghero e della Fondazione Meta, ha organizzato una conferenza dal titolo "Scegliere la Patria. Il Risorgimento in Sardegna", che si terrà in data venerdì 1 aprile, alle ore 18,30, nei locali dell'Ufficio Turistico di Alghero a Porta Terra.
In occasione della conferenza verranno proiettate alcune immagini sul progetto del museo dedicato a Giuseppe Manno che verrà allestito nella casa natale dell'illustre storico e statista algherese, nel museo, infatti, verranno accolti la biblioteca e i preziosi cimeli della Fondazione G.Siotto di cui il relatore è presidente. |
Post n°19 pubblicato il 30 Marzo 2011 da tholos1994 2006 Vecchio ospedale prima del restauro Il 30 marzo ci sarà una riunione straordinaria per parlare dei viaggi in programma e della conferenza che si sta organizzando per il primo aprile. Quindi l'appuntamento ai soci è per stasera alle ore 18,30. RIUNIONE DEL 30 MARZO Si è parlato della conferenza che si terrà venerdì 1 aprile alle ore 18,30 nella Sala Conferenze dell'Ufficio Turistico di Piazza Porta Terra. Il relatore è Aldo Accardo, docente di Storia Contemporanea all'Università di Cagliari e coordinatore del Comitato Sardo per le Celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia. Il titolo è "Scegliere la patria - il Risorgimento in Sardegna".
Si è poi esposto il programma del viaggio nell'iglesiente. L'itinerario comprende la visita della necropoli punica di Monte Sirai a Carbonia, del Museo Archeologico, Tophet, museo etnografico, Villaggio ipogeo e Forte Sabaudo a Sant'Antioco sabato 7 maggio. L'indomani si andrà a Porto Flavia e al Tempio di Antas. La prossima riunione è prevista per il primo mercoledì di aprile alle ore 18,30. |
Post n°18 pubblicato il 18 Marzo 2011 da tholos1994
Riunione del 16 marzo 2011 Il presidente commenta la visita del museo Sanna di domenica 6 marzo e precisa che è stata soddisfacente, con apprezzamento della guida dell'archeologa Lavinia Foddai. Fa la proposta di una futura visita al sito di Monte d'Accoddi per la quale occorre prenotarsi. Per il viaggio in Andalusia ormai è tutto definito, mentre manca il preventivo per i due giorni nell'Iglesiente. La prossima riunione si terrà il primo mercoledì di aprile (ore 18,30) mentre l'incontro del gruppo di studio San Giovanni si farà anche mercoledì 30 marzo. Il presidente Roberto Coghene ha voluto dedicare un pensiero alla ricorrenza del 17 marzo, ricordando che l'unità d'Italia è stata raggiunta con il sacrificio di tanti uomini e donne che credevano in questo progetto politico che ha avuto origine quale estensione del Regno di Sardegna. Come ha sottolineato il Presidente della Repubblica, l'unità di tanti piccoli stati ha evitato che un'Italia frammentata divenisse preda di altre potenze europee e ha consentito che lo stato unitario al contrario diventasse uno dei paesi più avanzati e progrediti nel mondo. L'auspicio è che gli italiani tutti sentano forte il valore dell'unità, da coltivare con gli strumenti che la democrazia offre, e che non debbano mai accorgersi di quanto questo valore sia importante attraversando momenti di grande difficoltà come la storia ci insegna, e l'attualità dei nostri giorni, vedi la catastrofe del Giappone, ci propone tragicamente. |
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