Tholos Blog Libero N° 18 - 37

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Creato da tholos1994 il 06/05/2010

Attività Tholos

Attività dell'associazione Tholos

 

Il nuovo direttivo - Riunione del 21 dicembre 2011

Post n°37 pubblicato il 22 Dicembre 2011 da tholos1994
 
Foto di tholos1994

Sabato 3 dicembre si è riunita l'assemblea dei soci per votare i membri del nuovo direttivo, e i revisori dei conti.

Per il direttivo sono risultati eletti Roberto Coghene, Tina Cossu,  Alberto Gavini, Annalisa Profili, Antonio Serra, Giovanna Tilocca.

I revisori dei conti sono Giuseppe Nughes e Stella Bilardi.

Mercoledì 21 dicembre il nuovo direttivo si è riunito per scegliere al suo interno le cariche dell'Associazione. Sono state confermate le cariche del direttivo precedente: Roberto Coghene sarà il presidente, Alberto Gavini vicepresidente e Annalisa Profili segretaria.

C'è stato poi l'incontro con i soci per lo scambio degli auguri di Natale.

Il prossimo incontro con i soci è fissato per mercoledì 18 gennaio alle ore 18,30. Tra l'altro si rinnoveranno le tessere, si  effettueranno le nuove iscrizioni  e si proporranno le attività future.

Per mercoledì 11 gennaio alle ore 17,30 è previsto un incontro del gruppo di studio e ricerca che dovrà ulteriormente controllare il libretto sul lavoro svolto lo scorso anno relativo alla festività di San Giovanni Battista e discuterà delle tematiche sull'argomento della superstizione che sarà sviluppato nel corso dei prossimi mesi.

 
 
 

Riunione del 17 novembre 2011

Post n°36 pubblicato il 17 Novembre 2011 da tholos1994
 
Foto di tholos1994

La mostra dei costumi nuragici si allestirà in primavera nella Torre di San Giovanni o in quella di Porta Terra in collaborazione con la Cooperativa Itinera.

La relazione sull'apertura della Porta a Mare è rinviata a data da destinarsi.

Sabato 3 dicembre si terranno le votazioni per il rinnovo biennale del direttivo dell'Associazione. I soci sono convocati nella sede di Via Sassari alle ore 18,00. Dalle ore 18,30 alle ore 19,15 si terranno le votazioni, quindi seguirà lo spoglio delle schede.

C'è stata la proposta di sviluppare nel corso dell'anno l'argomento della superstizione in Sardegna. Per quanto riguarda la ricerca sugli usi in Sardegna relativi alla festa dei Santi e dei Morti si lavorerà nel mese di gennaio.

La prossima riunione dopo le votazioni è prevista per mercoledì 21 dicembre alle ore 18,30.

Baratz

Il Lago di Baratz. Foto scattate il 13 novembre 2011

Altre foto del lago si possono vedere nel blogspot:

http://tholos.blogspot.com

 
 
 

Riunione del 2 novembre 2011

Post n°35 pubblicato il 03 Novembre 2011 da tholos1994
 
Foto di tholos1994

La visita a Monte Sirai è stata rimandata ad Aprile 2012.

Dopo il 20 novembre si organizzerà la conferenza sull'apertura della Porta a Mare a cura di Pietro Alfonso e Luca Sanna.

A  gennaio si cercherà di organizzare una conferenza a cura di un archeologo della Corsica. Inoltre si sta programmando di allestire la mostra sui costumi nuragici in collaborazione con la Cooperativa Itinera.

Vista la ricorrenza del 2 novembre si sono ricordate le tradizioni di Alghero e della Sardegna in occasione dlla ricorrenza dei Morti. Si è proposto di raccogliere le varie testimonianze dei soci.

Domenica 5 novembre (tempo permettendo) si farà la passeggiata al lago di Baratz con possibilità di arrivare fino a Porto Ferro. L'appuntamento è per le ore 15,00 nel Piazzale della Pace. In caso di pioggia si rimanda alla successiva domenica.

La prossima riunione è per mercoledì 16 novembre. Si parlerà anche del rinnovo del direttivo che avverrà entro l'anno.

Nella foto: Monte Minerva

 
 
 

Michele Guirguis - Monte Sirai

Post n°34 pubblicato il 30 Ottobre 2011 da tholos1994
 
Foto di tholos1994

 
Sala Conferenze dell'Ufficio del Turismo  - Monte Sirai 

Michele Guirguis

I Fenici occupavano i territori che attualmente ospitano il Libano e parte di Israele. Iniziano il loro percorso storico nell'età del Ferro, intorno al 1200 a.C. e si caratterizzano per la loro attività di marinai e mercanti. Fondano insediamenti fino alle sponde dell'Atlantico, in Marocco e in Portogallo. Contrariamente a quanto si pensa non sono loro gli scopritori dell'alfabeto, né i primi produttori di vetro; il loro merito è stato quello di aver diffuso nei territori raggiunti queste nuove conoscenze.
Inoltre nei luoghi toccati da loro si è iniziato ad applicare il modello di città che ha sostituito il villaggio, nel senso che sono comparsi gli elementi caratteristici dell'insediamento urbano: luoghi pubblici, canalizzazioni, impianti idrici.
In realtà i Fenici si fermano nel luogo colonizzato in numero esiguo e creano insediamenti con elementi autoctoni.
In Sardegna il contatto con i Fenici ha indotto miglioramenti tecnici in varie attività, come ad esempio nella lavorazione della ceramica.
Di solito i Fenici si stabiliscono sulla costa, per cui appare singolare la loro presenza a Monte Sirai, un'altura collocata nell'entroterra. Inizialmente si è pensato ad una postazione difensiva, ma con gli scavi si è appurato che si tratta di un normale insediamento con abitazioni, luoghi sacri e una necropoli.
Appare di estrema importanza capire quali rapporti i Fenici instaurano con i Nuragici che già occupano il sito. Allo stato attuale degli scavi prevale l'ipotesi che l'aristocrazia nuragica ha ben accolto gli stranieri venuti dal mare, e collabora con loro fin dalla prima metà dell'VIII secolo a. C.
I Fenici sono attratti dalle risorse minerarie della Sardegna: argento, rame, stagno, ferro. Monte Sirai diventa un caposaldo del controllo territoriale per il trasporto dei metalli che abbondano nel Sulcis-Iglesiente.
A Monte Sirai i Fenici edificano un tempio per la dea Astarte su un nuraghe. Forse era già un luogo sacro dedicato ad una divinità femminile nuragica.
La necropoli di Monte Sirai si trova ai margini dell'abitato lungo una via di collegamento. Sono state scavate 400 sepolture e si stima che siano un terzo del totale. I rituali di sepoltura sono di vari tipi.
Le incinerazioni primarie sono attestate tra il VII e la seconda metà del VI secolo a.C. Il defunto viene cremato nel luogo di sepoltura dove poi si collocano brocche rituali, piatti e altri oggetti del corredo funebre. Si sono trovati inoltre contenitori destinati al consumo di vino durante le cerimonie funebri.
Alla fine del VI secolo compare il rituale della semicombustione. Il defunto viene cremato in parte, poi il fuoco viene spento con liquidi prima che la combustione sia completa e insieme ai resti si trovano nella tomba legni carbonizzati.
Alcune tombe sono definite a cremazione secondaria. Infatti hanno restituito resti di defunti cremati ma non recano tracce di combustione. Ciò significa che la cremazione è avvenuta in altro luogo. Risalgono alla fine del VI secolo e si hanno rari esempi fino al III, II secolo a.C.
L'arrivo di elementi cartaginesi è attestato fin dall'inizio del VI secolo a.C. quando compaiono le tombe a inumazione che segnalano una novità rispetto alla precedente tipologia sepolcrale. Il corredo funebre fa pensare che si tratti di defunti di rango elevato.

Le tombe di Monte Sirai erano segnalate in origine da un piccolo tumulo di pietre o da betili.

Da quanto emerso si può affermare che il rapporto tra Fenici e Sardi sia stato stretto. I Fenici hanno introdotto nuovi elementi che si sono integrati con quelli sardi portando ad una nuova cultura più articolata che prevede l'urbanizzazione e una più definita gerarchizzazione del lavoro.
Quando la Sardegna viene sottomessa dai Cartaginesi perde la sua autonomia.
Anche i rituali funebri cambiano e tra VI e V secolo si nota il massimo della variabilità sepolcrale.
Nelle tombe si trova vasellame attico, pasta vitrea, ambra del Baltico, anelli d'argento e scarabei-sigillo di steatite prodotti in Sardegna a imitazione egiziana.
Alcuni affermano che Fenici e Cartaginesi facessero sacrifici di bambini. Ora da più parti si rigetta questa ipotesi e si pensa semplicemente che ci fosse l'uso di seppellire i piccoli in un luogo a ciò dedicato. La mortalità infantile era allora molto elevata e i resti di feti, neonati o bambini che morivano entro l'anno di età avevano un luogo speciale per la sepoltura, il tof
et (secondo quarto del IV secolo a.C.). Talvolta i bambini erano sepolti vicino agli adulti.
La tomba 316 ha restituito i resti di una donna gravida che stava per partorire.
Il ritrovamento dei resti di un adulto d'età avanzata con evidenti malformazioni fa supporre che ci fosse l'uso di assistere persone non autosufficienti.

L'esposizione dell'argomento ha stimolato numerose domande. La successiva discussione ha chiarito che i reperti di Monte Sirai si trovano nei Musei di Carbonia e di Sant'Antioco, oltre che a Cagliari, Sassari e Oristano.
I rapporti tra Sardi e Fenici sono stati buoni. Del resto se i Nuragici non avessero voluto, i Fenici non avrebbero avuto accesso all'Isola. L'incontro tra le due culture è avvenuto nell'Età del Ferro, un periodo di fermento e di crisi sociale nel Mediterraneo che ha visto il sorgere delle aristocrazie. C'è il massimo sviluppo dei templi a pozzo, e c'è una grande produzione di bronzetti che datano dall'VIII al VII secolo a.C.
Nel VI secolo sono stati i Cartaginesi ad operare una vera aggressione che ha fatto perdere l'autonomia all'Isola. Da allora i Sardi si sono allontanati dalle coste
In Sardegna sono state trovate scarse iscrizioni fenicie di carattere religioso o politico. Non ci sono testimonianze di una scrittura nuragica ma questo nulla toglie alla grandezza dell'antica civiltà sarda. Del resto fino a non molto tempo fa nell'Isola si è mantenuta una forte tradizione di cultura orale.
Non ci sono certezze scientifiche che attribuiscano ai Cartaginesi l'introduzione della talassemia nell'Isola.
Un'altra curiosità riguarda il vino sardo. Sembra che fosse di ottima qualità dato che alcune anfore realizzate a Sant'Imbenia utilizzate per il trasporto del vino sono state trovate a Cartagine, in Spagna e in Etruria.

La fotografia mostra il Tempio di Astarte

 
 
 

Riunione del 19 ottobre 2011

Post n°33 pubblicato il 20 Ottobre 2011 da tholos1994
 
Foto di tholos1994

Durante l'incontro si è parlato della buona riuscita dell'iniziativa "Monumenti aperti" alla quale la Tholos ha aderito con la presenza dei soci nella chiesa di Santa Barbara e nel Palazzo Municipale. Si è confermata la conferenza del 28 ottobre su Monte Sirai mentre la visita al nuraghe Flumenelongu si farà più avanti.

Si è parlato del restauro della Casa Manno e sono emerse delle perplessità sul fatto che la facciata è stata completamente intonacata nascondendo così elementi caratteristici dell'edificio. Anche l'apertura della Porta a Mare che verrà conclusa a dicembre pone interrogativi sui materiali usati e sulla soluzione trovata per ripristinare il passaggio.

Si è poi proposto ai soci di trovare un argomento da sviluppare nel corso dell'anno da parte del gruppo di studio dell'associazione.

Prossimo incontro mercoledì 2 novembre, ore 18,30.

Nella foto: Sezione del nuraghe Flumenelongu di cui si è parlato nel post n° 25 al quale si rimanda.

 
 
 

Riunione del 5 ottobre 2011

Post n°32 pubblicato il 06 Ottobre 2011 da tholos1994
 
Foto di tholos1994

Il presidente Roberto Coghene ha illustrato le attività previste.

Il 15-16 ottobre si svolgerà ad Alghero "Monumenti Aperti" e l'Associazione aderirà garantendo la presenza dei soci in due siti, di cui uno sarà probabilmente la chiesa di Santa Barbara.

Per Venerdì 28 ottobre alle ore 18,30 nella sala Meta (ex Azienda Autonoma) è prevista la conferenza a cura di Michele Guirguis sull'insediamento fenicio-punico di Monte Sirai e nei giorni 5/6 novembre si dovrebbe svolgere la visita al sito.

Il presidente ha già preso contatti con Pietro Alfonso per una relazione sugli scavi dei Bastioni relativi alla Porta a Mare. Durante gli scavi della chiesa di Santa Chiara era già venuto in luce un acciottolato che faceva parte del percorso tra la Porta a Mare e la via Sant'Erasmo. Ciò significa che quando è stata costruita la Chiesa, nel 1647, è stata interrotta la strada.

Si pensa di poter organizzare l'incontro per il mese di novembre.

Per quanto riguarda la mostra sui costumi nuragici realizzati dalla Sig. Demontis si prevede di allestirla per il mese di Gennaio.

Inoltre si è proposto di programmare delle uscite pomeridiane o giornaliere per i prossimi mesi.

Si sono suggerite le seguenti mete: Nuraghe Flumenelongu nella Nurra di Alghero, Monte Minerva, Monte Forte, Le Dune di Baratz, l'Arca di Noè, Bosa, il lago di Baratz.

Per le uscite di una giornata possono essere prese in considerazione: Santa Teresa di Gallura, Monte Arci e il Museo di Pau, Badde Salighes, Cornus e Bonifacio.

Si pensa di effettuare le passeggiate pomeridiane nella giornata di domenica dopo la prima riunione del mese.

La prossima riunione si terrà il 19 ottobre alle ore 18,30.

Foto della Villa Piercy di Badde Salighes

 
 
 

Riprende l'attività

Post n°31 pubblicato il 17 Settembre 2011 da tholos1994
 
Foto di tholos1994

Dopo  la pausa estiva venerdì 16 settembre si è riunito il direttivo per predisporre alcune iniziative.

Il primo incontro con i soci è previsto per mercoledì 5 ottobre alle ore 18,30 sempre nella sede di Via Sassari.

Si parlerà della conferenza sugli scavi di Monte Sirai che si terrà venerdì 28 ottobre. La visita agli scavi sarà presumibilmente effettuata nella settimana successiva.

Si pensa anche di predisporre un calendario delle uscite per il 2011-2012.

 

 
 
 

San Giovanni. Le ragioni di una festa

Post n°30 pubblicato il 22 Giugno 2011 da tholos1994
Foto di tholos1994

SAN GIOVANNI. LE RAGIONI DI UNA FESTA

Prima parte

Ha aperto i lavori il presidente Roberto Coghene che ha presentato il gruppo di Studio e Ricerca dell'Associazione Tholos formato da Tina Cossu, Mino Deiana, Pasqualino Mellai, Paola Melas, Lina Premoli coordinato da Giovanna Tilocca.

È intervenuto il presidente della Pro Loco Raniero Selva che ha consegnato alla Tholos una statuetta di Mario Nieddu raffigurante comare-compare abbracciati.

La parola è passata a Giovanna Tilocca

La festa di san Giovanni Battista ha alcune caratteristiche che la rendono unica.

È  l'unica festa che celebra il giorno natale di un santo, e le ore che vanno dal tramonto del 23 giugno all'alba del 24 giugno sono propizie per le pratiche divinatorie, per allontanare da sé ogni male per tutto l'anno e per ogni sortilegio. La mezzanotte è il momento più importante.

È la notte di mezz'estate della quale parla Shakespeare, è una notte di misteri e di prodigi poiché il nostro mondo viene a contatto con il mondo soprannaturale e gli uomini devono stare attenti alle negatività ma possono anche trarne vantaggi.

Queste superstizioni scaturiscono da atteggiamenti dell'uomo che, ignaro dei fenomeni naturali, li vuole controllare. Il suo pensiero ha attraversato i millenni per arrivare fino a noi che ormai abbiamo perso la logica di pratiche tanto lontane nel tempo.

Lo scopo della nostra ricerca è stato quello di ritrovare la memoria del passato per comprendere a fondo le ragioni della festa.

Siamo partiti dalle testimonianze dei primi del novecento per continuare con i ricordi che avevamo della celebrazione che in pratica non veniva più effettuata ad Alghero dai primi anni sessanta per essere ripresa di recente dalla Pro Loco.

Juan Palomba (1911) riferisce che alla vigilia, verso il tramonto, cominciava un vero e proprio pellegrinaggio che durava quasi tutta la notte: molte persone, per voto, vegliavano in chiesa pregando. L'indomani alla mattina, si svolgevano "le funzioni religiose, la sera corse di cavalli, albero della cuccagna, fuochi d'artificio, corse nei sacchi, gare poetiche. Era usanza in questo giorno farsi compari e comari ".

Ramon Clavellet (1879-1912) riporta che nelle bancarelle si vendevano mugnichetas i cavagliucius di pasta dolce.

Le ragazze facevano la prova del piombo  per avere pronostici sul futuro marito. Il piombo veniva fuso e subito versato in un recipiente colmo di acqua fredda. A seconda della forma che assumeva il metallo si facevano previsioni sul mestiere del futuro sposo. I fedeli nella chiesa cantavano i gosos in sardo. All'esterno suoni e canti duravano fino alla mezzanotte quando ci si ritirava a casa lasciando sul luogo i devoti a Bacco. Tutto ciò accadeva la sera del 23 giugno.

Juan Amades (1950) dice che nelle bancarelle si vendevano i bambolotti di pasta dolce. Aggiunge che era usanza fare il bagno a mezzanotte per preservarsi dai mali di un anno intero.

Alla mezzanotte le ragazze lanciavano un garofano dalla finestra. Il futuro marito avrebbe avuto il nome di colui che avrebbe raccolto il garofano.

Le testimonianze dei soci e di altre persone hanno fatto rivivere l'atmosfera della festa presso la chiesa di San Giovanni Battista dove si allineavano le bancarelle di torrone, dolciumi, giocattoli. Naturalmente non mancavano le funzioni sacre dedicate al santo

Ad Alghero vi era poi la particolarità di considerare il 24 giugno il momento adatto per indossare indumenti più leggeri e per fare il primo bagno. Vi era anche il detto "San Giuan lu primè ban". Le madri punivano severamente i figli che trasgredivano tale divieto. Probabilmente si preoccupavano per un eventuale malanno che poteva derivare da un'imprudenza, in tempi nei quali anche un raffreddore non curato poteva diventare pericoloso. Un'altra curiosa consuetudine era quella dell'assunzione di una purga prima dell'inizio della stagione balneare. Si diceva che se non si prendeva la purga sarebbero venute le bollicine.

I festeggiamenti iniziavano la sera del 23 giugno con i fuochi che ciascun rione accendeva. Anche ad Alghero chi saltava il fuoco tenendosi per mano diventava compare e comare.

C'era l'uso per adulti e bambini di andare al mare davanti alla chiesa di San Giovanni alla mezzanotte del 23  o la mattina del 24 per mettere i piedi in acqua. Così si dava l'avvio alla stagione balneare.

A Villanova Monteleone, a Sassari,  a Tempio si facevano i fuochi e li saltavano comari e compari. Per tutta la vita si rimaneva comari e compari.

Facciamo ora un passo indietro e andiamo nell'Ottocento. Possiamo contare su testimonianze di prim'ordine come quella di Alberto della Marmora e del canonico Angius. Della Marmora parla diffusamente del comparatico ad Ozieri e nel nuorese.

Nel nuorese due mesi prima della festa due persone di diverso sesso si scelgono. Alla fine del mese di maggio la donna prende una corteccia di sughero e ne fa un vaso. Lo riempie di terra e vi semina del grano. Dopo venti giorni il grano è cresciuto e viene chiamato erme o nènneri.

Il 24 giugno i due compari accompagnati da molte persone si dirigono verso una chiesetta nei dintorni dove uno dei due lancia il vaso contro la porta.

Viene dunque fatta una frittata con delle erbe e infine, tenendosi per mano ciascuno dei due ripete: "Compare e comare di san Giovanni". La festa finisce con un ballo che dura molte ore.

Lanternari ricorda inoltre che il 24 giugno, era per i romani il  giorno di Fors Fortuna, detto anche dies lampadarum. Infatti c'era l'usanza attestata fino a tempi recenti di andare per i campi con fiaccole accese in onore di Cerere, divinità che incarnava la Terra Madre, che andava alla ricerca della figlia Proserpina. In Sardegna il mese di giugno è detto Lampadas.

Ad Orune, Oniferi, Orotelli, ecc. le ragazze vanno di notte in assoluto silenzio e in tutta solennità a raccogliere l'acqua dai pozzi.

Sempre in silenzio tornano in paese e spruzzano l'acqua su tutte le case. È questa "l'acqua muta" che purifica le abitazioni dagli spiriti malefici e mette in fuga gli animali nocivi.

Lavando il viso e il corpo con l'acqua così raccolta ci si libera da spiriti ossessivi e da malanni.

A Fonni c'è l'usanza di preparare la "Focaccia di fiori" (su cohone de vrores), una focaccia dove vengono inseriti 165 bastoncini che portano sulla cima 160 uccelli e 5 galline. L'aspetto ricorda il nenniri e l'usanza risale al 1865 quando a Fonni vi fu una terribile carestia causata dalle cavallette.

Il canonico Angius nella sua descrizione dei centri abitati della Sardegna non ha trascurato di elencare le feste. Così sappiamo che San Giovanni Battista era una delle principali feste di tutto il Logudoro. I festeggiamenti comprendevano soprattutto corse di cavalli con premi per i vincitori (di solito pezze di stoffe pregiate), fuochi artificiali, danze al suono delle launeddas, canti di improvvisatori, distribuzione  di pane e carne per tutti coloro che giungevano in paese e fuochi che venivano saltati dai ragazzi "non nell'intendimento degli antichi di purificarsi, ma per giuoco".

L'Angius parla anche del comparatico, dei nènniri, e dice che nella vigilia della festa "da molte persone di questo popolo, per la crassa ignoranza in cui giacciono, sin poco dopo la mezzanotte si dà opera alle più assurde superstizioni."

"La loro persistenza prova che il popolo non è ancora sufficientemente istrutto nella religione."

Il santo viene festeggiato tuttora in numerosi centri dell'oristanese, del nuorese, del sassarese mentre manca nel cagliaritano.

Si organizzano ardie, corse di cavalli, sfilate in costume, balli, musica, feste campestri, processioni, falò, distribuzione di pasti a base di prodotti tipici.

 Ad Ozieri è rimasto l'antico rito del "comparatico di San Giovanni", Fogarones e Compares de Santu Juanne.

 
 
 

San Giovanni. Le ragioni di una festa

Post n°29 pubblicato il 22 Giugno 2011 da tholos1994
Foto di tholos1994

SAN GIOVANNI. LE RAGIONI DI UNA FESTA

Seconda parte

Ha preso la parola Paola Melas parlando della festa in Italia, in Europa e nel mondo. 

Riti di fuoco, di acqua, raccolta delle erbe che in questo periodo acquistano il massimo del loro potenziale aromatico e terapeutico, preparazione del nocino con noci non mature, pratiche divinatorie da effettuare con l'albume d'uovo, con le fave, con i cardi, sono alcune tra le usanze più diffuse del 23-24 giugno.

Si è quindi parlato della festa in varie località italiane seguita da una panoramica che ha interessato tutto il mondo. San Giovanni è il patrono di Torino, Genova e Firenze. È la notte delle streghe in Romagna, mentre ad Aci Trezza si mette in scena U pisci a Mari e ad Alcara li Fusi si utilizza una brocca con il collo tagliato per allestire il Muzzuni. Il bue abbellito, il battesimo delle bambole, il sasso scagliato in acqua per purificarsi dai peccati, le cidulas infuocate lanciate in aria, sono alcune delle tradizioni italiane.

L'Europa si caratterizza per le fogueras catalane, i giganti di Dunquerke, il maypole dei paesi anglosassoni, i numerosi fuochi visibili anche da lontano delle località della Baviera, e i suggestivi falò sull'acqua dei paesi scandinavi dove si celebra un giorno tanto lungo che può durare quasi 24 ore. In Russia è la festa di Ivan Kupala o Kupalo e veramente non c'é località dove il 24 giugno non abbia un rilievo speciale.

Nel Quebec è diventato festa nazionale. Il Solstizio delle Nazioni riunisce in un'unica grande celebrazione tutte le etnie presenti nel paese che trovano nel Sole l'elemento unificante delle varie culture autoctone e immigrate. Nel Sud America il culto di san Giovanni ha grande importanza ed è occasione per sfilate, danze e fuochi. Anche in alcune località australiane si ricorda la giornata a cura di immigrati italiani.

SAN GIOVANNI E LA MASSONERIA

 Perché San Giovanni è patrono della Massoneria?

Le antiche confraternite insieme alle religioni del passato avevano ereditato anche la celebrazione dei solstizi.

In particolare avevano accolto istituzioni iniziatorie dai Greci, dagli Egiziani, dai Romani che usavano festeggiare i solstizi. Le confraternite avevano come protettore Giano bifronte il cui culto coincideva con i solstizi.

Giano era la divinità dalla doppia faccia. Una rappresentava il passato, la ricchezza degli antichi, mentre l'altra era il futuro, il progredire del cammino umano.

Con l'avvento del cristianesimo la Chiesa non poteva ignorare i due momenti del percorso solare così sentiti dalle plebi rurali e ha inserito i due santi nelle due date del 24 giugno e del 27 dicembre.

Chi meglio dei due Giovanni avrebbe potuto sostituire il dio bifronte? Sotto il nome di S. Giovanni la Massoneria coltiva l'antico culto filosofico di Giano.

Questi due santi con l'avvento del Cristianesimo hanno sostituito il culto solare che in passato si festeggiava con i solstizi: la festa del Battista ricorre nel solstizio estivo, quella dell'Evangelista nel solstizio invernale.

L'ordine monastico dei Cavalieri di Malta, conosciuti come Cavalieri di San Giovanni, hanno una denominazione mutuata dalla scelta di San Giovanni Battista come loro protettore.

 

LA FIGURA DEL BATTISTA

Il Vangelo di Luca inizia dalla nascita di Giovanni. Egli dice che un giorno Zaccaria faceva le funzioni di sacerdote quando gli apparve un Angelo che gli disse: Non temere, Zaccaria, perché la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie ti darà un figliuolo al quale porrai nome Giovanni.

Sei mesi dopo l'Arcangelo Gabriele fu mandato da Maria per annunciare la nascita di Gesù. Saputo dall'Angelo che Elisabetta era nel suo sesto mese di gravidanza Maria si mise in viaggio per andare a trovarla.

Salutò Elisabetta e il bambino tripudiò nel suo seno. Elisabetta rispose al suo saluto dicendo: Te benedetta fra le donne e benedetto il frutto del ventre tuo. Non appena il tuo saluto giunse al mio orecchio il mio bambino è trasalito di gioia nel mio seno.

Compiuto il tempo, nacque il bambino e l'ottavo giorno si praticò la circoncisione. Volevano chiamarlo Zaccaria, come suo padre, ma sua madre disse: No, si chiamerà Giovanni.

Chiesero a Zaccaria ed egli scrisse su una tavoletta il nome di Giovanni.

Divenuto adulto Giovanni andò predicando il battesimo di penitenza in remissione dei peccati. Aveva un vestito di peli di cammello, portava ai fianchi una cintura di cuoio, e si cibava di locuste e di miele selvatico.

Quando gli chiedevano di Gesù rispondeva:"Colui che viene dopo di me , mi è passato innanzi, perché era prima di me."

In seguito precisò: "È necessario che egli cresca ed io invece diminuisca". (Giovanni 3,30)

Gesù  fu battezzato da Giovanni. Mentre egli pregava si aprì il cielo: Lo Spirito Santo scese su di lui in forma di colomba e si udì una voce che diceva: "Tu sei il mio Figliuolo diletto: in te mi sono compiaciuto."

Giovanni aveva detto ad Erode: "Non ti è lecito ritenere per moglie la sposa di tuo fratello" e a causa delle sue parole fu incarcerato.

Erode fece un banchetto ed essendo entrata a ballare la figlia di Erodiade il re la esortò a chiedergli qualsiasi cosa. La fanciulla si consigliò con sua madre e domandò la testa del Battista.

A malincuore Erode la accontentò.

 IL SOLSTIZIO D'ESTATE

Il solstizio d'estate è un periodo di stasi. Infatti il sole il 21 giugno sembra fermarsi, sorgendo e tramontando sempre nello stesso punto sino al 24 giugno (per quello invernale il 25 Dicembre) quando ricomincia a muoversi cambiando direzione e spostandosi gradualmente sempre più a sud sull'orizzonte (a nord per quello invernale). Il 21 giugno è conosciuto come il giorno più lungo dell'anno ed è l'evento astronomico più celebrato, ricordato e amato in tutte le civiltà dell'emisfero settentrionale.

È il momento in cui il Sole si trova in precario equilibrio e anticamente si svolgevano riti perché l'astro riprendesse il suo regolare percorso.

I solstizi sono momenti di passaggio, sono momenti di crisi da superare. Il sole si ferma e poi inverte il senso del suo percorso.

Per le antiche culture il sole era la divinità più potente e si può ben comprendere perché questi momenti di passaggio fossero seguiti col massimo dell'attenzione.

Che cosa occorreva fare perché il luminoso astro ritornasse ai suoi ritmi consueti? Che cosa voleva dagli uomini?

Questo fenomeno oggi passa inavvertito ma non era così nel passato. Gli studiosi pensano che la capacità di osservare la natura e di interpretare i suoi segni fosse presente negli uomini fin dal Paleolitico. Osservando il cielo dall'interno della caverna si poteva vedere una porzione di cielo che metteva in evidenza i cambiamenti che avvenivano nel percorso del sole e della luna. Queste osservazioni condussero alla conclusione che le posizioni dei due corpi celesti si ripetevano ciclicamente.

Recenti studi hanno aperto scenari veramente nuovi e di estremo interesse sulla consapevolezza dell'uomo riguardo alla dimensione temporale e riguardo l'osservazione degli eventi astrali.

Secondo una etnoastronoma francese, Chantal Jégues-Wolkiewiez, a Lascaux sarebbe rappresentata un'antica mappa del cielo. I dipinti della Sala dei Tori erano fatti in modo che venissero rischiarati dal Sole morente del solstizio d'estate, forse perché  il solstizio d'estate era un periodo speciale, che serviva come punto di riferimento per la misurazione del tempo durante l'Era paleolitica.

Nel neolitico ci fu un momento in cui si costruirono complesse strutture megalitiche come quella di Stonehenge. Ormai pare appurato che tali strutture fossero studiate in modo da indicare i punti fondamentali del cammino apparente del sole nel cielo così da offrire un calendario che mostrasse i momenti propizi per le semine e i raccolti.

IN SARDEGNA

Non possiamo sapere se i gruppi di Neolitici approdati sulle coste della Sardegna dopo la fine dell'ultima glaciazione (avvenuta 10.000 anni fa) avessero un loro metodo per misurare il tempo in quanto non abbiamo reperti che ci possano dare testimonianze in questo senso. Ma osservando alcuni monumenti  si sono riscontrate delle particolarità che fanno pensare proprio ad una loro dislocazione funzionale all'individuazione di solstizi ed equinozi.

Nel cuore dell'Isola di Sant'Antioco è possibile visitare un cromlech, sa Corona 'e Marroccus. Si può ipotizzare che fosse un antichissimo osservatorio astronomico, segnale di come l'uomo preistorico sardo osservava attentamente la volta celeste e teneva il computo del tempo.

In Sardegna alcuni pozzi sacri e tombe dei giganti sono direzionati verso l'alba dell'equinozio di primavera. Nel pozzo di Santa Cristina durante gli equinozi di primavera e d'autunno, un tempo era il sole a illuminare il fondo del pozzo, facendo passare i suoi raggi attraverso la gradinata.

NEL NURAGICO

Mino Deiana ha quindi preso la parola per illustrare recenti studi sulla misurazione del tempo in Sardegna.

Danilo Scintu nel suo libro "Le torri del cielo" ha osservato che al solstizio d'estate il sole illumina la nicchia frontale all'ingresso del piano superiore del nuraghe Aiga di Abbasanta.

A mezzogiorno nel solstizio d'estate il sole entra dal foro apicale della cupola e va a illuminare la nicchia frontale all'ingresso. Per ottenere questo effetto occorre calcolare i movimenti del sole, le esatte dimensioni di cupola, di base e di posizionamento della nicchia. Pare che la nicchia ospitasse la sepoltura di una persona importante, forse un eroe nuragico.

Secondo Leonardo Melis le feritoie di alcuni nuraghi come Santa Barbara di Villanova Truschedu, Arrubiu di Orroli, Losa di Abbasanta, servivano per indicare i solstizi e gli equinozi.

 
 
 

San Giovanni Battista

Post n°28 pubblicato il 17 Giugno 2011 da tholos1994
Foto di tholos1994

Comunicato stampa conferenza associazione Tholos

In occasione della ricorrenza della festività di San Giovanni Battista, l'associazione Tholos, presenterà le conclusioni del lavoro di ricerca dal titolo "San Giovanni. Le ragioni di una festa", che si terrà in data martedì 21 giugno 2011,  alle ore 18,30 nei locali dell'Ufficio Turistico di Alghero a Porta Terra.

La ricerca è scaturita dall'interesse dell'associazione Tholos per una festa che ha ripreso vita in città negli ultimi anni anche grazie alla Pro Loco di Alghero. Alcuni soci della Tholos hanno costituito un gruppo di studio per indagare sui tanti aspetti di una ricorrenza che si è rivelata molto antica, molto articolata e di sicuro fascino. I risultati della ricerca offrono il modo di avvicinare un mondo lontano nello spazio e nel tempo, un mondo dimenticato dal quale è scaturito anche il nostro presente.

È importante il recupero delle antiche feste anche se mai più avranno  gli antichi significati.

Comprenderne le motivazioni aiuta a fare chiarezza sulle dinamiche del pensiero e  può far ritrovare i nostri legami con la natura.

La relazione sarà illustrata da numerose immagini che apriranno scenari dal paleolitico ai nostri giorni e mostreranno esempi dello svolgimento della festa in tutto il mondo a partire da Alghero.

 

 
 
 

Monte d'Accoddi

Post n°27 pubblicato il 12 Giugno 2011 da tholos1994
 
Foto di tholos1994

Sabato 11 giugno abbiamo visitato Monte d'Accoddi con la guida dell'archeologa Lavinia Foddai che ha illustrato il sito in maniera molto chiara e completa. La visita si è protratta dalle ore 18 alle 19,30. Chi aveva visto l'altare preistorico prima dei restauri  ha rilevato che la scalinata ha dato alla costruzione un'interpretazione che non si basa su alcuna fonte documentaria.

La cella interna è assolutamente inagibile e attualmente pone problemi di stabilità.

Le due sfere di pietra detti omphalos sono stati avvicinati alla struttura ma sono stati trovati nei terreni circostanti. Non si può dare una spiegazione documentata sulla loro funzione dato che sono reperti unici e non si possono fare confronti.

Il sito è in realtà molto complesso in quanto raccoglie vari elementi particolari e copre un lungo periodo di tempo che va dal IV millennio al 1800 a.C. con distruzioni e ricostruzioni. Si può ipotizzare che fosse un punto centrale di incontro per le popolazioni circostanti che vi svolgevano i loro culti e probabilmente lo usavano anche come luogo di scambio di prodotti.

 

 
 
 

L'Andalusia

Post n°26 pubblicato il 12 Giugno 2011 da tholos1994
 

Dal 28 maggio al 2 giugno un gruppo di soci Tholos è andato a visitare l'Andalusia.

Nei prossimi giorni saranno pubblicate alcune foto completate dalle impressioni. Prima impressione: regione spagnola molto bella, da visitare soprattutto nel periodo primaverile quando la vegetazione in fiore offre un adeguato contorno alle opere dell'uomo.

Le foto si trovano nel blogspot:

http://tholos-1994.blogspot.com

 
 
 

Riunione del 18 maggio 2011

Post n°25 pubblicato il 19 Maggio 2011 da tholos1994
 
Foto di tholos1994

La visita a Monte d'Accoddi è stata spostata a sabato 11 giugno alle ore 17,00 con appuntamento in Piazza della Mercede.

Si è parlato della conferenza sulla scrittura nuragica tenuta a Sassari e si è rinnovato il proposito di organizzarla anche ad Alghero.

Non si farà la riunione del primo mercoledì di Giugno in quanto coincide con il viaggio in Andalusia. Ci vedremo quindi il 15 giugno nella sede dell'Associazione per la relazione finale sulla festa di San Giovanni Battista.

Il gruppo della ricerca si vedrà anche il 25 maggio alle ore 18,30 e l'8 giugno alle ore 18,00.

Il lavoro verrà presentato inoltre il 21 giugno (da confermare) nell'ambito dei festeggiamenti organizzati dalla Pro Loco di Alghero.

Una socia ha proposto di visitare il nuraghe Flumenelongu che si trova nella sua proprietà. Il nuraghe riveste particolare importanza per il ritrovamento di un ricco ripostiglio contenente asce, bracciali, panelle di rame o bronzo,  e altro.

Inoltre nella zona si è trovato un bronzetto considerato di fattura siro-palestinese della fine del II millennio a.C.

I reperti del ripostiglio, datati X-IX secolo a.C. collocano le coste della Sardegna sulla rotta della "via dello stagno" che partiva dall'Egeo per raggiungere le coste britanniche. Inoltre collegano la zona di Alghero al commercio fenicio.

Spaccato del nuraghe Flumenelongu

Foto, disegno e notizie sono tratti da "Il ripostiglio del nuraghe Flumenelongu" di Fulvia lo Schiavo - Dessì - Sassari - 1976

L'immagine di può vedere nel blogspot:

http://tholos1994.blogspot.com/

 
 
 

Riunione del 4 maggio 2011

Post n°24 pubblicato il 05 Maggio 2011 da tholos1994
 
Foto di tholos1994

La ziqqurath di Monte d'Accoddi prima del restauro del 1982

Si è proposto di effettuare la visita a Monte d'Accoddi domenica 12 maggio con partenza da piazza della Mercede alle ore 9,00. Occorrerà aspettare la conferma poiché si dovrà avere la disponibilità dell'archeologa Lavinia Foddai che ci farà da guida.

AGGIORNAMENTO: La visita a Monte d'Accoddi è stata rinviata a data da stabilirsi.

La progettata uscita di due giorni all'Iglesiente è stata spostata ai prossimi 1 e 2  ottobre (sabato e domenica).

C'è ora la possibilità di andare a vedere le statue nuragiche di Monti Pramma e si cercherà di organizzare una visita anche se i tempi sono ristretti poiché i giganti resteranno in mostra per tre settimane nel laboratorio di Li Punti. Si progetta di esporle nel Museo Archeologico di Cabras durante l'estate.

Il socio Mino Deiana ha comunicato che alle Messaggerie Sarde di Sassari il 12 maggio alle ore 17,30 si terrà la conferenza del prof. Gigi Sanna, epigrafista, che parlerà della scrittura nuragica. Si è avanzata anche la proposta di chiedere al prof. Sanna di venire ad Alghero per parlare dell'argomento che riscuote particolare interesse.

Ha inoltre informato i soci di una riunione sui rischi del nucleare che si terrà sabato ad Alghero.

Il gruppo di studio "San Giovanni" ha proposto di riferire ai soci i risultati del lavoro effettuato,  nella sala Siotto il terzo  mercoledì di giugno alle ore 19,00.

 Prossimo incontro nel terzo mercoledì di maggio alle ore 19,00.

 
 
 

Riunione del 20 aprile 2011

Post n°23 pubblicato il 21 Aprile 2011 da tholos1994
 
Foto di tholos1994

Casa Manno (maggio 2006)

Si è deciso di rinviare la conferenza e la visita a Monte Sirai per il prossimo ottobre. Infatti la vicinanza con il viaggio in Andalusia non favorisce la partecipazione ai due giorni in Sardegna.

Anche la visita al Museo Navale di Olbia presenta delle difficoltà in quanto la struttura è chiusa il sabato e la domenica.

Si sta pensando ad una conferenza e a  una visita a Monte d'Accoddi. C'è stata la proposta di vedere un video sulla Corsica e il vicepresidente Alberto Gavini ha avanzato l'idea di coinvolgere un archeologo che potrebbe fare una conferenza sull'archeologia corsa nel mese di gennaio.

Per il momento si cercherà di organizzare una conferenza in vista del viaggio in Andalusia entro il 21 maggio.

La prossima riunione è prevista per il primo mercoledì di maggio alle ore 19,00. Il gruppo San Giovanni si riunirà alle ore 18,00.

 
 
 

Riunione del 6 aprile 2011

Post n°22 pubblicato il 08 Aprile 2011 da tholos1994
 

Il presidente ha commentato positivamente la conferenza del prof. Aldo Accardo che ha mostrato la situazione della Sardegna negli ultimi trecento anni.

Qui aggiungo che nel 2020 i Sardi potranno ricordare che sono trascorsi trecento anni dal provvedimento con il quale l'Isola è passata ai duchi di Savoia che diventarono così Re di Sardegna "a gran malincuore" (Carlino Sole - La Sardegna Sabauda nel settecento). 

Dopo un confronto sull'argomento si è passati a parlare della visita all'Iglesiente. Al momento il numero delle adesioni fa pensare che il viaggio sarà confermato.

Per il momento non ci sono altre novità. L'appuntamento è per il 20 aprile. L'orario sarà spostato alle ore 19,00.

 

 
 
 

Scegliere la patria. Il Risorgimento in Sardegna

Post n°21 pubblicato il 08 Aprile 2011 da tholos1994
 
Foto di tholos1994

Conferenza del Prof. Aldo Accardo

La Sardegna ha festeggiato i 150 anni dell'Unità d'Italia e questa è stata un'occasione per ripercorrere le tappe della nostra storia dal 1720 quando di fatto l'Isola passò ai Savoia che subentrarono agli spagnoli nel dominio..

La Sardegna ha celebrato l'evento con numerose iniziative e senza tante polemiche.

Il Risorgimento è stato un movimento di giovani, di donne, ed è stato un  movimento europeo che chiedeva l'indipendenza nazionale e la libertà politica. Tra i suoi protagonisti spiccano artisti, letterati, musicisti, poeti. Si poneva contro il feudalesimo, i privilegi, e il potere assoluto.

In quel periodo vi era la concezione patrimoniale dello Stato per cui lo Stato era proprietà dei sovrani che come proprietari potevano farne ciò che volevano. Ciò comportava che i territori di uno stato fossero riuniti nella persona del sovrano. I Savoia possedevano il Piemonte, il Monferrato, Nizza, Savoia, Oneglia.

Quando consegnano la Sardegna ai Savoia gli Spagnoli impongono che vengano mantenuti le leggi e i privilegi concessi da loro. Per problematiche internazionali i Savoia non possono introdurre in Sardegna nuove leggi. Nel 1760 il ministro Bogino attua una riforma nell'Università dando le cattedre a professori che hanno portato in Sardegna la cultura dell'Illuminismo.

Sull'onda della Rivoluzione francese ci fu in Sardegna un movimento guidato dall'Angioy che però non sortì risultati.

Dal 1799 al 1714/16 la corte sabauda in fuga dal Piemonte stazionerà in Sardegna e questo porterà nell'Isola una restaurazione anticipata, precedente il Congresso di Vienna. L'Isola non conoscerà l'età napoleonica, il codice napoleonico e questo peserà sul suo futuro.

Legata al medioevo, dal 1814 al 1817 vive in una cappa asfittica di vecchio regime. Dopo il 1843-44 il giobertismo inizia a far circolare nuove idee. In Piemonte Carlo Alberto fa delle riforme e in Sardegna si chiede la fusione. Giuseppe Manno spinge perché la fusione avvenga.

Nel 1847 il Regno di Sardegna cessa di esistere.

S. Satta  paragona la fine del regno alla morte di una madre e scrive questi versi: "Voi fatele una bara d'elce e sprofondatela in mare senza pianti"

La Sardegna ha dato un tributo all'unificazione con la guerra doganale, nelle trincee del Carso, e in altre occasioni.

Guerra doganale: Crispi volle salvare la nascente industria italiana del nord che era ancora debole e poco concorrenziale. Produceva a costi molto alti e con qualità inferiore.  si imposero dazi sui prodotti che giungevano dalla Francia. I Francesi colpirono allora il settore dell'allevamento e dell'agricoltura danneggiando soprattutto Sardegna e Puglia. Tra il 1887 e il 1888 gli allevatori sardi vendono il 95% in meno fuori dall'isola. Il provvedimento dunque costò fame, miseria, distruzione del territorio perché gli allevatori dovettero cercare altre risorse.

Lavori di restauro della Casa Manno

Restauri nella casa Manno

Infine il prof. Accardo ha parlato del museo Manno che troverà posto nella casa di Giuseppe Manno, una volta restaurata. Il restauro verrà completato entro giugno. Quindi si inizierà a lavorare per l'allestimento del museo che dovrà avere un rilievo nazionale. Tre piani dell'edificio saranno adibiti ad esposizione mentre il quarto piano ospiterà uffici. In effetti si sta restaurando la parte più lontana dal fronte strada mentre la parte anteriore ospiterà una struttura particolare.

 

 
 
 

Conferenza: Scegliere la patria. Il Risorgimento in Sardegna

Post n°20 pubblicato il 31 Marzo 2011 da tholos1994
Foto di tholos1994

Comunicato stampa conferenza associazione Tholos

In occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia, l'associazione Tholos, con il patrocino dell'Assessorato al Turismo del Comune di Alghero e della Fondazione Meta, ha organizzato una conferenza dal titolo "Scegliere la Patria. Il Risorgimento in Sardegna", che si terrà in data venerdì 1 aprile, alle ore 18,30, nei locali dell'Ufficio Turistico di Alghero a Porta Terra.


Relatore sarà il prof. Aldo Accardo, docente di Storia contemporanea nell'Università di Cagliari e coordinatore del Comitato sardo per le celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia, ricorrenza che vede fiorire un gran numero di iniziative culturali in tutto il Paese.
Quale è stato il ruolo della Sardegna nella realizzazione del progetto politico unitario? Si tratta solamente dell'estensione formale dei confini del Regno di Sardegna fino a comprendere l'Italia intera?
Chi ne sono stati i protagonisti e quale è stata la strategia di comunicazione e la costruzione del consenso, le aspettative e le speranze dei sardi? In definitiva, cosa è stato il Risorgimento visto dalla Sardegna? Queste le tematiche e gli interrogativi a cui darà risposta il prof. Accardo, che insieme allo studioso Nicola Gabriele ha dedicato a queste tematiche un libro di recente pubblicazione edito da Donzelli.

In occasione della conferenza verranno proiettate alcune immagini sul progetto del museo dedicato a Giuseppe Manno che verrà allestito nella casa natale dell'illustre storico e statista algherese, nel museo, infatti, verranno accolti la biblioteca e i preziosi cimeli della Fondazione G.Siotto di cui il relatore è presidente.
 

 
 
 

Riunione del 30 marzo 2011

Post n°19 pubblicato il 30 Marzo 2011 da tholos1994
Foto di tholos1994

2006 Vecchio ospedale prima del restauro

Il 30 marzo ci sarà una riunione straordinaria per parlare dei viaggi in programma e della conferenza che si sta organizzando per il primo aprile. Quindi l'appuntamento ai soci è per stasera alle ore 18,30.

RIUNIONE DEL 30 MARZO

Si è parlato della conferenza che si terrà venerdì 1 aprile alle ore 18,30 nella Sala Conferenze dell'Ufficio Turistico di Piazza Porta Terra. Il relatore è Aldo Accardo, docente di Storia Contemporanea all'Università di Cagliari e coordinatore del Comitato Sardo per le Celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia.

Il titolo è "Scegliere la patria - il Risorgimento in Sardegna".

 

Il re in Sardegna

Si è poi esposto il programma del viaggio nell'iglesiente. L'itinerario comprende la visita della necropoli punica di  Monte Sirai a Carbonia, del Museo Archeologico, Tophet, museo etnografico, Villaggio ipogeo e Forte Sabaudo a Sant'Antioco sabato 7 maggio.

L'indomani si andrà a Porto Flavia e al Tempio di Antas.

La prossima riunione è prevista per il primo mercoledì di aprile alle ore 18,30.

 
 
 

Riunione del 16 marzo 2011

Post n°18 pubblicato il 18 Marzo 2011 da tholos1994
Foto di tholos1994

 

Riunione del 16 marzo 2011

Il presidente commenta la visita del museo Sanna di domenica 6 marzo e precisa che è stata soddisfacente, con apprezzamento della guida dell'archeologa Lavinia Foddai.

Fa la proposta di una futura visita al sito di Monte d'Accoddi per la quale occorre prenotarsi.

Per il viaggio in Andalusia ormai è tutto definito, mentre manca il preventivo per i due giorni nell'Iglesiente.

La prossima riunione si terrà il primo mercoledì di aprile (ore 18,30) mentre l'incontro del gruppo di studio San Giovanni si farà anche mercoledì 30 marzo.

Tricolore sulla Torre di Porta Terra

Il presidente Roberto Coghene ha voluto dedicare un pensiero alla ricorrenza del 17 marzo, ricordando che l'unità d'Italia è stata raggiunta con il sacrificio di tanti uomini e donne che credevano in questo progetto politico che ha avuto origine quale estensione del Regno di Sardegna.

Come ha sottolineato il Presidente della Repubblica, l'unità di tanti piccoli stati ha evitato che un'Italia frammentata divenisse preda di altre potenze europee e ha consentito che lo stato unitario al contrario diventasse uno dei paesi più avanzati e progrediti nel mondo. L'auspicio è che gli italiani tutti sentano forte il valore dell'unità, da coltivare con gli strumenti che la democrazia offre, e che non debbano mai accorgersi di quanto questo valore sia importante attraversando momenti di grande difficoltà come la storia ci insegna, e l'attualità dei nostri giorni, vedi la catastrofe del Giappone, ci propone tragicamente. 

Porta Terra

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